01 mag 2013

Giorgio Gallesio (terza parte)


Segue dalla seconda parte
Vogliamo ora parlare del progetto più ambizioso di Giorgio Gallesio la Pomona italiana che lo tenne impegnato tutta la vita, sul piano botanico il progetto presupponeva una raccolta delle principali specie frutticole: mele, pere, pesche, susine, agrumi, uva e fichi, illustrata con tavole botaniche; fedeli riproduzioni delle varietà descritte: un'impresa mai tentata precedentemente, in un paese diviso in molti Stati dalle caratteristiche climatiche e agrarie lontanissime e senza  tradizione di studi botanici e agronomici comuni.
Consapevole dell'impossibilità di visitare l'intera penisola, Giorgio Gallesio concentrava l'attenzione sulla Toscana, dove contava molti amici, immaginando come titolo dell’opera Pomona toscana, ma ragioni editoriali l’avrebbero mutata in quello di Pomona italiana.
Sul piano grafico il progetto doveva misurarsi con la mancanza, in Italia, di una scuola di raffigurazione scientifica comparabile a quelle presenti in Francia, in Svizzera, in Germania, ma proprio Firenze offriva a Giorgio Gallesio più di ogni altra città italiana; qui naturalisti come P.A. Micheli (1679-1737) e F. Fontana (1730-1805) si erano potuti avvalere di buoni disegnatori, per le raffigurazioni botaniche e zoologiche.
Consigliato dall’amico N. Palmerini, il quale avrebbe condiviso i costi dell'impresa investendo 2500 paoli aggiunti ai 7500 investiti da Giorgio Gallesio (come risulta da una nota sul Giornale del 2 febbr. 1820), il Gallesio affidava ad A. Serantoni il reperimento e il coordinamento di disegnatori, incisori e coloritori.
La pubblicazione di tavole a colori, con stampa a "mezzocolore" e successivo completamento manuale, era una sfida temeraria.
L'impresa si sarebbe arenata nelle secche, prossima, ormai, al completamento, nel 1839.
Il 2 settembre 1839, pubblicando il fascicolo XLII, indirizzava ai sottoscrittori un messaggio in cui prometteva che alla dispensa successiva avrebbe accluso il piano per comporre tutte le tavole, pubblicate e da pubblicare, in cinque volumi: le tavole erano state stampate senza ordine, e i sottoscrittori avevano ricevuto il frontespizio e l'indice di due soli tomi.
Ma il 29 novembre 1839 Giorgio Gallesio si spense a Firenze, ove fu sepolto in Santa Croce.
La morte interrompeva la stampa e i pomologi posteriori avrebbero dibattuto a lungo sulla consistenza che l'opera avrebbe dovuto avere al compimento.

Continua……

L'immagine è tratta da http://www.pomonaitaliana.it/

1 commento:

  1. Sono stato recentemente a Cesena alla biblioteca Malatestiana dove hanno la collezione completa delle 195 tavole pomologiche del Gallesio. E' stato emozionante fotografare e toccare quei manoscritti originali del Gallesio. E' un esperienza che consiglio di fare.

    RispondiElimina